Che cosa è valore nel mercato dell'arte?

Che cosa è valore nel mercato dell’arte?

Stima e valutazione degli oggetti d’arte: come si costruisce 

Il valore nel mercato dell’arte

Nel mercato dell’arte il valore non è mai un dato immediato.
La stima e valutazione degli oggetti d’arte non coincidono con il prezzo e non si esauriscono nella qualità percepita. Si configurano come il risultato di un processo di lettura che tiene insieme diversi aspetti: materiali, tecnici e di mercato.

Un oggetto d’arte, infatti,  è sempre inserito in una rete di relazioni che ne determina il significato e, di conseguenza, la sua valutazione.
Pertanto la stima si distingue da una semplice attribuzione economica, poiché non si tratta di “dare un numero”, ma di costruire un ragionamento.


La stima e valutazione degli oggetti d’arte come processo di lettura

Ogni valutazione prende forma a partire da una domanda implicita: cosa stiamo guardando davvero?

La difficoltà sta, una volta identificati i singoli dati, nel metterli in relazione. È in questo passaggio che il valore emerge, come costruzione di un equilibrio tra fattori diversi.


Il mercato: un sistema, non un riferimento assoluto

Il mercato interviene come uno dei livelli di questa costruzione, non come il suo fondamento.

Le oscillazioni delle quotazioni, le dinamiche delle aste, le mode collezionistiche: tutto concorre a orientare il valore, ma non lo determina in modo univoco.
Senza una lettura dell’oggetto condotta nei suoi aspetti materiali, tecnici e costitutivi, il dato di mercato resta opaco.

Al contrario, è proprio la capacità di leggere l’oggetto a rendere intelligibili i movimenti del mercato.
Ma questa operazione non è unidirezionale: richiede anche una lettura aggiornata dei mercati allo stato dell’arte, nelle loro dinamiche e nei loro linguaggi.

È dall’intreccio tra questi due livelli – valore intrinseco e di mercato – che il valore prende forma.


L’intersettorialità nella stima e valutazione degli oggetti d’arte

L’approccio intersettoriale, in questo ambito, non riguarda una posizione “di confine” tra discipline.
Consiste nella disamina di oggetti appartenenti a più settori, per costruire una visione d’insieme del mercato dell’arte.

Questa apertura risponde anche alla natura del pubblico: chi si avvicina alla stima spesso porta con sé interessi molteplici, che non si esauriscono in un solo settore.

Infine, l’intersettorialità assume un significato preciso all’interno di questo percorso: contribuisce ad ampliare il panorama sulle produzioni artistiche, mettendo in relazione competenze già acquisite con le dinamiche, per loro natura variabili, del mercato dell’arte.


Costruire un metodo di stima

La stima e valutazione degli oggetti d’arte diventa allora un esercizio di metodo.
Significa imparare a interrogare l’oggetto oltre l’evidenza; mettere in relazione dati eterogenei; distinguere tra ciò che è strutturale e ciò che è contingente; collocare il valore all’interno di un sistema.


Il metodo CorsiArte

Accanto alle dinamiche di mercato, esiste un livello di lettura che riguarda l’oggetto in sé.
Materia, tecnica, qualità esecutiva, coerenza interna: sono elementi che non dipendono dalle oscillazioni del mercato e che possono essere riconosciuti anche al di là delle quotazioni.
È su questo piano che si colloca il valore intrinseco.

Saperlo cogliere non è immediato. Non è un’intuizione isolata, ma il risultato di un esercizio continuo dello sguardo.

L’esempio della nostra copertina, una coppia di albarelli siriaci di Damasco del XV secolo (ceramica alcalina argilla quarzo e silice), oggi conservati presso l’Aga Khan Museum di Toronto (Canada) , rende evidente uno scarto tra ciò che appare e ciò che si riconosce. Usure, sbeccature e perdite della superficie non impediscono il riconoscimento della qualità dell’oggetto. 

Il recente caso di un Ecce Homo di Antonello da Messina, emerso sul mercato in condizioni non integre, conferma lo stesso passaggio: lacune, abrasioni e interventi non hanno impedito il riconoscimento della qualità dell’opera.

È nella costruzione formale, nella tenuta dell’immagine e nella coerenza stilistica che il valore si rende leggibile, anche al di là dello stato conservativo. In assenza di strumenti, ciò che resta visibile è il danno ed è solo attraverso una lettura costruita che torna visibile il valore.

Su questo terreno si colloca l’architettura della formazione di CorsiArte.
Il corso di stima e valutazione degli oggetti d’arte concorre alla costruzione di un sistema di lettura insieme ai corsi di formazione e ai percorsi specialistici.
Non si configura come un modulo isolato, ma come un momento di sintesi e di apertura anche per coloro che sono a un primo approccio con la tematica. 

Se nei corsi di formazione e di specializzazione le competenze si sviluppano in ambiti definiti, qui vengono rimesse in circolo, confrontate e ampliate.