I generi nella pittura dalla metà del XVI al XVIII secolo.
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Partenza primo semestre (tra fine ottobre e gennaio)
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Docente
Simone Ferrari
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Livello
Formazione – 105 ore
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I corsi saranno attivati con un minimo di 8 iscrizioni e chiusi con un tetto massimo di 15
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Pittura antica italiana 2
Il corso propone un ampio excursus storico-stilistico volto a indagare l’evoluzione della pittura italiana attraverso le sue molteplici diramazioni tematiche e tecniche. L’itinerario didattico parte dai presupposti che portarono alla definizione degli stili e dei generi pittorici, approfondendo i rapporti tra arte e nuova scienza e la progressiva specializzazione degli artisti in ambiti distinti — dalla Natura morta al Paesaggio, dalla Pittura di costume e di battaglia alla produzione mitologica e religiosa.
Viene poi analizzato lo sviluppo della pittura da cavalletto, in relazione alla nascita delle Accademie, al ruolo delle committenze internazionali e al fenomeno del collezionismo, che trasformò profondamente la destinazione e la fruizione dell’opera d’arte. Parallelamente, si esplorano le forme decorative e gli indirizzi più sperimentali, come il Rovinismo e il Capriccio, fino all’emergere di una pittura più consapevole e critica nei confronti della società, in particolare attraverso il genere del ritratto e l’opera dei vedutisti.
L’approccio del corso è fortemente operativo e analitico: lo studio delle opere più significative mira a fornire strumenti concreti per il riconoscimento degli artisti a fini attributivi. Le lezioni teoriche saranno integrate da visite guidate a mostre, musei e case d’asta, dove gli studenti potranno confrontarsi direttamente con le opere, sviluppando uno sguardo critico e professionale sulla pittura antica italiana.
Simone Ferrari è professore associato di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Parma. Laureato in Lettere Moderne a Milano, si è specializzato a Bologna e ha conseguito il dottorato all’Università di Udine. Le sue ricerche riguardano la pittura e la decorazione profana tra Barocco e Neoclassicismo, oltre ai rapporti artistici tra l’Italia e l’Europa del Nord nel Rinascimento. Autore della monografia Jacopo de’ Barbari. Un protagonista del Rinascimento tra Venezia e Dürer (2006), è stato borsista DAAD a Monaco e ha pubblicato numerosi saggi su artisti e temi dell’arte moderna. Dirige il Centro Studi Leonardo da Vinci di Vigevano e partecipa a comitati scientifici e progetti nazionali, tra cui l’“Atlante della decorazione profana nell’Italia settentrionale”. È stato relatore in convegni internazionali e divulgatore in programmi culturali come Radio 3 Suite. La sua attività coniuga rigore accademico e impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano.