Pittura antica italiana 2 – con Simone Ferrari
| Corso | Pittura antica italiana 2 |
|---|---|
| Periodo | Dal XVI al XVIII secolo |
| Modalità | Live streaming e on demand |
| Docente | Simone Ferrari |
| Livello | Formazione |
| Monte ore | 96 ore |
| Avvio | Primo semestre |
| Attivazione | Al raggiungimento del quorum minimo di iscritti |
Pittura antica italiana 2
Un percorso dedicato alla pittura italiana dal Cinquecento al Settecento, tra stili, generi pittorici, committenza e collezionismo.
Stili, generi e nuove destinazioni della pittura
Il corso di Pittura antica italiana 2 propone un ampio excursus storico-stilistico volto a indagare l’evoluzione della pittura italiana attraverso le sue molteplici diramazioni tematiche e tecniche. L’itinerario didattico parte dai presupposti che portarono alla definizione degli stili e dei generi pittorici, approfondendo i rapporti tra arte e nuova scienza e la progressiva specializzazione degli artisti in ambiti distinti.
Indaga l’evoluzione della pittura italiana attraverso i linguaggi, le tecniche e i contesti che ne orientarono lo sviluppo. Da Tiziano e Michelangelo a Correggio e Parmigianino, dai Carracci a Caravaggio, lo studio degli artisti permette di riconoscere orientamenti differenti e comprendere le trasformazioni della cultura figurativa tra Rinascimento, Manierismo e Barocco.
I rapporti tra arte e nuova scienza, la definizione dei generi pittorici e la progressiva specializzazione degli artisti introducono una produzione sempre più articolata per soggetti, funzioni e destinazioni. La pittura da cavalletto, il ruolo delle Accademie e le committenze internazionali sono affrontati in relazione alla crescita del collezionismo, fino alla cultura del Grand Tour e alla pittura del Settecento.
Obiettivi formativi
Il corso offre strumenti per:
- comprendere lo sviluppo degli stili e dei generi della pittura antica italiana;
- mettere in relazione le opere con i contesti artistici, culturali e di committenza;
- riconoscere caratteri stilistici e tecnici utili al confronto tra artisti;
- affinare la lettura delle opere e costruire riferimenti per l’analisi attributiva.
Alcuni temi del corso
Dal Rinascimento al Manierismo e al Barocco
La cultura del colore da Bellini a Tiziano, il ruolo di Michelangelo e le esperienze di Correggio e Parmigianino offrono riferimenti per leggere le trasformazioni della pittura cinquecentesca. I Carracci e Caravaggio introducono le nuove direzioni della pittura tra Cinquecento e Seicento.
La formazione dei generi pittorici
Natura morta, paesaggio, pittura di costume e di battaglia, soggetti mitologici e religiosi: ambiti attraverso cui osservare la specializzazione degli artisti e l’evoluzione dei linguaggi pittorici.
Pittura da cavalletto, Accademie e collezionismo
Le relazioni tra produzione artistica, committenze internazionali e raccolte private, per comprendere come cambiarono la destinazione delle opere e le modalità della loro fruizione, fino al secolo del Grand Tour.
Decorazione, rovinismo e capriccio
Le forme decorative e gli indirizzi più sperimentali della pittura, tra invenzione e interpretazione, nel contesto della cultura figurativa barocca e settecentesca.
Ritratto, pittura di costume e veduta
Il rapporto tra pittura e società, attraverso l’osservazione dei soggetti e dei contesti rappresentati: dalla pittura di Giuseppe Maria Crespi all’opera dei vedutisti.
Analisi e confronto delle opere
L’approccio è operativo e analitico. Lo studio delle opere più significative e il confronto tra caratteri stilistici e tecnici mirano a fornire strumenti concreti per il riconoscimento degli artisti a fini attributivi.
Le lezioni teoriche sono integrate da visite guidate a mostre, musei e case d’asta. L’osservazione diretta consente di applicare gli strumenti acquisiti e di sviluppare uno sguardo critico e professionale sulla pittura antica italiana.
Simone Ferrari è professore associato di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Parma. Laureato in Lettere Moderne a Milano, si è specializzato a Bologna e ha conseguito il dottorato all’Università di Udine. Le sue ricerche riguardano la pittura e la decorazione profana tra Barocco e Neoclassicismo, oltre ai rapporti artistici tra l’Italia e l’Europa del Nord nel Rinascimento. Autore della monografia Jacopo de’ Barbari. Un protagonista del Rinascimento tra Venezia e Dürer (2006), è stato borsista DAAD a Monaco e ha pubblicato numerosi saggi su artisti e temi dell’arte moderna. Dirige il Centro Studi Leonardo da Vinci di Vigevano e partecipa a comitati scientifici e progetti nazionali, tra cui l’“Atlante della decorazione profana nell’Italia settentrionale”. È stato relatore in convegni internazionali e divulgatore in programmi culturali come Radio 3 Suite. La sua attività coniuga rigore accademico e impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano.

















