BUONE FESTE!

BUONE FESTE!

 

Il Panettone di Emilio Longoni, 1882

Natura morta lombarda

La natura morta lombarda dell’800 raggiunge il riconoscimento accademico di una dignità, almeno mercantile, paritetica al ritratto e al paesaggio nel 1862, con l’affidamento della cattedra di Decorazione pratica e Pittura floreale nell’ambito della Scuola di Ornato a Brera allo specialista Luigi Scrosati. Tre suoi quadri di fiori fra 1862 e 1869 documentano questi primordi.

Il secolo borghese per eccellenza rinnova la memoria della natura morta fiamminga attraverso quella dei fioranti e della natura morta vera e propria con una sua vena gastronomica.

Esordio espositivo

L’esordio espositivo di Emilio Longoni risale al 1880, quando presentò a Brera Interno di una stalla: studio dal vero e Paesaggio(entrambi di ubicazione ignota). Le due opere non ebbero il riconoscimento critico auspicato pertanto l’artista in condizioni economiche sempre più precarie e deluso per un amore non corrisposto, decise di recarsi a Napoli, dove giunse agli inizi del 1881, sperando di poter entrare nella scuola di Domenico Morelli. Il maestro lo indirizza invece verso l’Accademia di belle arti, alla quale Longoni si iscrive; ma la necessità di lavorare gli impedisce di frequentare assiduamente i corsi. Longoni si trova nuovamente a fare i lavori più disparati, tra cui l’imbianchino e il decoratore.

L’incontro con Vittore Grubicy

Tornato a Milano, agli inizi del 1882 Longoni incontra Segantini, suo compagno a Brera, il quale lo presenta ai fratelli Alberto e Vittore Grubicy de Dragon, che svolgevano con la propria galleria una importante opera di mecenatismo nei confronti di giovani artisti emergenti. Inizia quindi un fruttuoso periodo di collaborazione artistica tra Longoni e Segantini. I due pittori, sostenuti economicamente dai Grubicy, soggiornano a Pusiano, in Brianza, e poi a Carella, sul lago di Segrino, dipingendo insieme ma mantenendo la propria ricerca espressiva: Longoni realizza soprattutto nature morte e raffigurazioni di teste a olio, mentre Segantini privilegia il paesaggio…

 

Galleria CorsiArte: “Il Panettone dipinto”

  • 1882_EMILIO LONGONI
  • 1800 FINE_EUGENIO DE GIACOMI
  • 1900_GIOVANNI TODESCHINI
  • 1924_ITALO ORSI
  • 1934_F. VACCHETTI
  • 1941_DE PISIS
  • 1940-50 UGO CELADA
  • 1945-52 GINO BOCCASILE
  • 2011_LUIGI BENEDICENTI

Storia del Panettone

La sua origine è lombarda, anzi milanese. Sembra che esistesse già nel ‘200, come pane arricchito di lievito, miele, uva secca e zucca. Il nome panettone sarebbe nato per indicare la forma più grande che aveva rispetto agli altri prodotti da forno. Ancora nell’Ottocento questa preparazione era solo un grosso pane basso arricchito con uova, zucchero, uva passa.

I golosi amano collegare la nascita del panettone ad alcune leggende ambientate nella Milano di fine ‘400.

Prima leggenda

Una prima narra di Ughetto, figlio del condottiero Degli Atellani, che per far colpo sulla bella e giovane Adalgisa figlia del pasticcere Toni, commissionò al padre di lei uno speciale pane arricchito. Il dolce fatto di burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi ottenne il risultato sperato, e così molti nobili iniziarono a regalare il “pan del Toni” alle proprie innamorate.

Seconda leggenda

La seconda leggenda assegna la nascita del panettone ai cuochi della corte del duca Ludovico Sforza, che per festeggiare degnamente il Natale prepararono un pane a cupola contenente acini d’uva. Per una disattenzione di Toni, l’addetto al forno, l’impasto si bruciò nella parte esterna, formando così una spessa crosta. Il dolce venne molto apprezzato dai cortigiani che lo chiamarono il “pan del Toni” per evidenziarne la peculiarità.

Il Panettone moderno

Uno degli artefici del panettone moderno è stato Paolo Biffi, che curò un enorme dolce per Pio IX al quale lo spedì con una carrozza speciale nel 1847. Golosi del pant del ton sono stati molti personaggi storici: dal Manzoni al principe austriaco Metternich, quest’ultimo parlando delle “cinque giornate” disse dei milanesi: “Sono buoni come i panatoni”.

Nascita e sviluppò della forma e della confezione attuale del panettone sono databili alla prima metà del ‘900, quando Angelo Motta propose il cupolone e il “pirottino” di carta da forno, quasi a celebrare la crescita e l’importanza del preparato.

 

Ricetta Panettone

Come fare il panettone in casa. Ricetta passo passo
(in “Cucina italiana”, Laura Forti,

 

Una fonte bibliografica sulla nascita della Natura morta lombarda

Flavio Caroli, Filippo Maria Ferro, Alberto Veca, Natura morta lombarda, a cura di Alberto Veca, Milano 1999

 

Alcune fonti web sulla storia del Panettone

http://www.treccani.it/enciclopedia/emilio-longoni_(Dizionario-Biografico)
http://www.lastampa.it/2011/12/19/cultura/arte/segnalazioni/com-e-viva-la-natura-morta-jZazGx98ytLxWkk1XyIacK/pagina.html</
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/dolci/Panettone-o-pan-del-Ton.html

 

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