Pittura Lombarda dell'800

Pittura Lombarda dell’800

Sviluppo della pittura lombarda nel contesto europeo e delle altre
scuole italiane. Autenticità e attribuzioni, e analisi delle tecniche
pittoriche. Nozioni di schedatura e catalogazione.
Orario
da definire
Date
Partenza ottobre 2017
Docenti
Daniela Mazzoletti, Elena Chiesa
Livello
Specializzazione – due annualità da 120 ore
I corsi saranno attivati con un minimo di 8 iscrizioni e chiusi con un tetto massimo di 15

Programma

PITTURA LOMBARDA DELL’OTTOCENTO
NEL CONTESTO DELLA PITTURA EUROPEA E DELLE ALTRE SCUOLE ITALIANE

PRIMO ANNO

  1. Caratteri generali del periodo neoclassico. Le premesse storiche e filosofiche del pensiero neoclassico e il suo rapporto con l’illuminismo. Le origini del movimento a Roma e l’evolversi dei modelli classici di riferimento. Il predominio dell’influsso francese. L’irradiarsi del classicismo nelle altre corti italiane.
  2. La corte di Parma. L’Accademia borbonica e il suo influsso sugli artisti lombardi.
  3. La corte di Milano. Il ruolo della dominazione austriaca nella promozione dello stile neoclassico. Il cantiere di Palazzo Ducale. La lezione francese attraverso i modelli parmensi. L’Accademia di Brera. I primi protagonisti del rinnovamento stilistico nella Lombardia piermariniana.
  4. Il periodo napoleonico: Andrea Appiani e Giuseppe Bossi. La riforma dell’Accademia di Brera.
  5. I rapporti con la Toscana: Luigi Sabatelli a Milano.
  6. La ricezione peculiare del romanticismo in Lombardia. La commistione lombarda di neoclassicismo e romanticismo: Francesco Hayez e Pelagio Palagi.
  7. La situazione storico-artistica di Bergamo: la mescolanza di influssi lombardi veneziani e nordici. La pittura decorativa di tradizione settecentesca: la figura di Vincenzo Bonimini. La pittura di paesaggio bergamasca e il suo manifestarsi a Milano attraverso gli incarichi pubblici di Marco Gozzi. La nascita dell’Accademia Carrara. Il neoclassicismo a Bergamo grazie all’arrivo di Giuseppe Diotti. Il paesaggio classico di Pietro Ronzoni.
  8. La situazione storico-artistica di Brescia: Giambattista Gigola e il gusto troubadour. Il neoclassicismo a Brescia: Luigi Basiletti.
  9. Il successo della veduta urbana in Lombardia. Il ruolo degli scenografi e dei pittori prospettici: Giovanni Migliara e i suoi eredi. Luigi Bisi e Federico Moja. L’influsso del paesaggio nordico attraverso la figura di Giuseppe Canella. L’evolversi della veduta urbana e il suo avvicinarsi alla pittura di genere: la figura di Angelo Inganni.
  10. La pittura di paesaggio in Piemonte in relazione ai suoi rapporti con la Lombardia. L’Accademia Albertina. Il paesaggio topografico di Giuseppe Pietro Bagetti. Il paesaggio romantico in Piemonte attraverso gli influssid’Oltralpe. Il paesaggio istoriato di Massimo D’Azeglio e il suo successo alle esposizioni di Brera.
  11. La pittura di genere e i suoi rapporti col passato e con l’Europa biedermeier: Giuseppe Molteni e Angelo Inganni.
  12. Evoluzione del genere del ritratto: Giuseppe Molteni, Angelo Inganni, Eliseo Sala.
  13. La scuola di Giuseppe Diotti all’Accademia Carrara di Bergamo: Francesco Coghetti, Enrico Scuri, Giovanni Carnovali, Giacomo Trécourt.
  14. La Scuola Civica di Pavia.
  15. Primi impulsi verso una rivoluzione stilistica nella pittura di storia romantica. L’interpretazione drammatica di Karl Pavlovič Brjullov, Cherubino Cornienti, Pasquale Massacra.
  16. Il successo a Milano della pittura di genere: gli “umili e oppressi” e il descrittivismo di tradizione fiamminga. L’evoluzione del “genere” in relazione agli eventi risorgimentali e la sua commistione con la pittura di storia nel passaggio dalla storia alla cronaca. Domenico e Gerolamo Induno, Angelo Trezzini, Giuseppe Reina.
  17. Evoluzione dei soggetti della pittura di storia: dai modelli del passato medievale alla cronaca e all’impegno civile: Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Sebastiano De Albertis.
  18. Tra la veduta e la documentazione storica: Carlo Bossoli.

NOTE GENERALI

  1. Gli autori verranno esaminati su base biografica e delle opere prodotte, con attenzione all’evoluzione stilistica e dei soggetti.
  2. Durante la trattazione dei singoli autori verrà analizzata anche la loro partecipazione alle esposizioni delle Accademie, delle Società Promotrici di Belle Arti, alle esposizioni nazionali dopo l’unità d’Italia, e i loro rapporti coi mercanti internazionali.
  3. Per ogni autore, ove possibile, verrà fornita indicazione sugli andamenti di mercato più recenti, sulla base dei risultati delle vendite all’asta.
  4. È prevista infine l’osservazione diretta di dipinti lombardi della prima metà dell’Ottocento in musei ed eventuali mostre sul tema.

Tecniche pittoriche del primo Ottocento lombardo

L’obiettivo di questa parte del corso è fornire strumenti per un’analisi dei dipinti dell’Ottocento lombardo sotto il profilo tecnico-materico e diagnostico. Tale ambito, correlato alle informazioni d’ordine storico, stilistico ed estetico, costituisce un momento fondamentale per un efficace e corretto esercizio attributivo, cui si preparano i partecipanti. Accanto a nozioni di carattere generale afferenti le diverse stagioni artistiche, sono affrontati in specifico un buon numero di autori, approfondendone sotto il profilo tecnico le peculiarità. Ove possibile, data la parzialità delle ricerche attuali in ambito diagnostico, riferite al nostro territorio di studio, le osservazioni saranno correlate da riscontri scientifici. Particolare attenzione sarà rivolta in aula nell’offrire evidenza visiva alle informazioni, approfondite durante le visite ai musei.

Impostazione generale: tecniche, materiali, strumenti diagnostici

  1. Gli elementi costitutivi dei dipinti su supporto mobile: telai; tele; supporti lignei e cartacei; preparazioni; underdrawing; film pittorici; vernici; formati.
  2. Pigmenti in uso: caratteristiche tecnico-materiche.
  3. Le crettature.
  4. Nozioni di restauro per identificare l’originalità dell’opera.
  5. Nozioni di tecniche diagnostiche utili all’esercizio conoscitivo.

Il Neoclassicismo

  1. Il sapere condiviso: l’Accademia di Brera: funzione formativa, normativa ed espositiva;
  2. le cattedre dell’Accademia.
  3. La novità dell’antico: attenzione e recupero delle tecniche del passato: l’antichità classica;
  4. il Rinascimento; l’arte medievale.
  5. Caratteristiche generali delle tecniche artistiche nella pittura ad olio, tempera, disegno, cenni relativi all’acquaforte e al bulino.
  6. Esempi del rinato interesse per la pittura parietale: l’affresco e l’organizzazione del lavoro artistico.
  7. Andrea Appiani.
  8. Giambattista Gigola e la miniatura nel contesto coevo bresciano-milanese.

Il Romanticismo

  1. Identità moderna e rapporto con la tradizione: riferimenti secenteschi e settecentisti; recupero della lezione fiamminga; lo studio dei ‘primitivi’.
  2. Ruolo dell’Accademia di Brera: permanenze neoclassiche e ricerche aggiornate; occasioni espositive.
  3. Caratteristiche generali delle tecniche artistiche nella pittura ad olio; la diffusione delle tecniche calcografiche di traduzione e d’invenzione.
  4. Il Romanticismo storico: rappresentare il passato per parlare del presente; l’eloquenza dell’abilità pittorica.
  5. Francesco Hayez.
  6. Tra artificio e natura: veduta e paesaggio

SECONDO ANNO

  1. L’insegnamento a Brera di Giuseppe Bertini.
  2. Gli esiti naturalistici del romanticismo lombardo e la reazione antiaccademica.
  3. Nuovi soggetti per la pittura di genere e il successo del “settecentismo”: Mosè Bianchi, Giuseppe Barbaglia, ancora Gerolamo Induno ed Eleuterio Pagliano.
  4. I rapporti dei pittori lombardi con le esperienze toscane e coi pittori napoletani Bernardo Celentano e Domenico Morelli.
  5. La svolta naturalistica e il confronto con la fotografia nel rinnovamento del quadro storico: Federico Faruffini.
  6. La prima rinascita della natura morta: Luigi Scrosati.
  7. La Scapigliatura milanese e l’unità delle arti. Le suggestioni internazionali e la lezione di Faruffini e del Piccio. Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Emilio Praga, Enrico Junk, Vespasiano Bignami, Uberto Dell’Orto.
  8. Dalla Scapigliatura al Liberty: Luigi Conconi.
  9. Evoluzione della pittura di paesaggio. Autori di transizione tra romanticismo e naturalismo: Giovanni Battista Lelli, Gaetano Fasanotti, Carlo Jotti, Achille Dovera, Silvio Poma, Guido Ricci, Carlo Mancini.
  10. La stagione matura del naturalismo: la pittura di paesaggio di Filippo Carcano, Uberto Dell’Orto, Francesco Filippini, Achille Tominetti, Eugenio Gignous, Leonardo Bazzaro, Emilio Gola e minori.
  11. La grande rinascita della natura morta: Giovanni Segantini, Emilio Longoni.
  12. Il superamento della prospettiva aneddotica della pittura di genere. Il primato della tematica sociale.
  13. La transizione dal naturalismo al verismo in Lombardia.
  14. Dalla verità della natura alla verità dell’uomo nella visione disincantata delle disuguaglianze nella società di fine secolo. Francesco Filippini, Giovanni Sottocornola e minori.
  15. Dal verismo al divisionismo: i presupposti teorici.
  16. La mediazione di Vittore Grubicy de Dragon.
  17. Le interpretazioni del divisionismo in area lombarda: Giovanni Segantini, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo.
  18. Dal divisionismo al simbolismo: l’ultimo Pellizza; Gaetano Previati; Giovanni Segantini.

NOTE GENERALI

  1. Gli autori verranno esaminati su base biografica e delle opere prodotte, con attenzione all’evoluzione stilistica e dei soggetti.
  2. Durante la trattazione dei singoli autori verrà analizzata anche la loro partecipazione alle esposizioni delle Accademie, delle Società Promotrici di Belle Arti, alle esposizioni nazionali dopo l’unità d’Italia, e i loro rapporti coi mercanti internazionali.
  3. Per ogni autore, ove possibile, verrà fornita indicazione sugli andamenti di mercato più recenti, sulla base dei risultati delle vendite all’asta.
  4. È prevista infine l’osservazione diretta di dipinti lombardi della seconda metà dell’Ottocento in musei ed eventuali mostre sul tema.

Tecniche pittoriche del secondo Ottocento lombardo

Impostazione generale: tecniche, materiali, strumenti diagnostici; i luoghi della formazione

  1. Elementi costitutivi dei dipinti su supporto mobile: telai; tele; supporti lignei e cartacei; preparazioni; underdrawing; film pittorici; vernici; formati.
  2. I nuovi pigmenti e i materiali di produzione industriale.
  3. Le crettature.
  4. Caratteristiche generali del fare pittorico: la pittura en-plein-air; il rapporto con la fotografia; eterogeneità dei linguaggi pittorici; la circolazione delle opere d’arte; il rapporto con i paesi europei.
  5. Nozioni di tecniche diagnostiche utili all’esercizio conoscitivo.
  6. Formazione accademica e nascita di linguaggi pittorici individuali e sperimentali.
  7. L’Accademia di Brera: gli insegnamenti; il magistero di Giuseppe Bertini e Cesare Tallone.

La Scapigliatura

  1. Sensorialità soggettiva e dato naturale: l’attenzione alla luce e al colore.
  2. Impermanenza della forma conclusa: le stesure di preparazione e colore.
  3. La pittura ad olio, l’acquerello, cenni sulle tecniche calcografiche.
  4. Federico Faruffini: precursore di una sensibilità pittorica inquieta e sperimentale.
  5. Tranquillo Cremona.
  6. Daniele Ranzoni.
  7. Luigi Conconi.

La linea naturalistica dell’arte lombarda

  1. Cultura accademica e naturalismo; la pittura en-plein-air; la pittura ‘alla prima’; il colore-materia e la resa della luce.
  2. Transizioni verso il naturalismo nella pittura di paesaggio.
  3. I naturalisti: M. Bianchi; F. Carcano; F. Filippini; L. Bazzaro; A. Tominetti; E. Gignous; U. Dell’Orto; E. Gola; C. Mancini; C. Tallone. Caratteristiche individuali e confronti.

Il Divisionismo

  1. Principi di teoria del colore.
  2. Ricerca di fondamenti scientifici per il linguaggio pittorico e nascita di una nuova tecnica.
  3. La circolazione dei testi teorici e la mediazione di Vittore Gubricy.
  4. La pittura ad olio, il disegno, il pastello.
  5. Nuovi colori.
  6. Emilio Longoni.
  7. Giuseppe Pellizza.
  8. Angelo Morbelli.
  9. Giovanni Segantini.
  10. Gaetano Previati.